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Bilancio finale

Si è chiuso con il finanziamento di 35 progetti, per un totale di € 100.000,00, il Bando Usato Sicuro 2 e non solo lanciato dalla Fondazione ASM in piena emergenza Covid-19 per sostenere iniziative e pratiche di comunità tese ad alleviare disagi e a soddisfare specifiche esigenze nate dalle necessarie misure di isolamento sociale.

Numeri a parte, il bilancio finale del Bando racconta lo spaccato di una realtà in cui le organizzazioni del Terzo settore e la filantropia istituzionale, a Brescia come in Italia, hanno avuto un ruolo fondamentale nel contrastare gli effetti della crisi generata dall’impatto del Coronavirus, offrendo una risposta corale al sostegno del territorio.
Le prime hanno messo in atto azioni tempestive di fronte ai nuovi bisogni e hanno avuto la capacità di guardare la comunità nella sua interezza senza trascurare nessuno; gli enti filantropici hanno messo a disposizione le risorse rapidamente e hanno fornito idee e competenze per orientare al meglio l’efficacia degli interventi.

L’esperienza del Bando narra questa sinergia. I 35 progetti finanziati sono altrettante iniziative a sostegno delle categorie maggiormente colpite dagli effetti della pandemia: i minori, gli anziani delle RSA, chi vive per strada, chi è rimasto chiuso in casa senza la possibilità di far fronte autonomamente alle esigenze minime, ma anche il mondo della scuola e della cultura, chi improvvisamente ha dovuto rinunciare al proprio lavoro, chi ha perso un proprio caro.

Tutte le proposte pervenute sono state valutate con grande velocità tanto che, nell’arco di due giorni lavorativi, è stata assicurata a tutti la risposta alla propria richiesta e, laddove concesso, l’erogazione del contributo.
In molti casi chi non ha avuto accesso ai fondi è stato indirizzato verso altri enti in grado di soddisfare la necessità espressa.

La dinamica creata tra le organizzazioni del Terzo settore e la Fondazione conferma le parole pronunciate dal presidente Felice Scalvini che, ascoltato dal premier Conte agli Stati Generali di Villa Pamphilj riferendosi alla filantropia istituzionale, ha detto: “Questo tessuto è distributore, oltreché di risorse, anche di idee e competenze perché è un soggetto snello, efficiente e rapido per sua natura, che ha un dialogo costantemente aperto con i destinatari e funge da agente di sviluppo delle comunità locali”.